Le lenti a contatto neo cosmo cerco un amante

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Non ci saranno braccia oltre la rete. Voglio che ti allontani perché dilaghi il mio morirmi dentro il mio vivere bruto non mi costringerai alla luce basta che osservi quanta notte ho intorno. Plié Quando le porte di un sogno aprono brecce nel presente e il tempo ripiega sui foulards dipinti a rose riversa sul damasco dei cuscini indiscreta la notte a tatto e seta. Nessun dove Ovunque spazio chiuso in ricalcare giri basterà discostarsi in solitudine e scrivere sul palmo con la biacca oppure il sottoscala tingere di pareti in segatura le cantine depositi d'addii non basteranno lenti bifocali per osservare il centro l'abbandono è una cesta che ruota. Come disse quel saggio aiutati che il cielo non t'aiuta o forse era il contrario Ma giunti a questo punto che si riveli un angelo o un demonio non fa gran differenza all'annunciare di giornate ovvie anche una rana alata può bastare. ..

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Poi venne il tizio lì con gli occhialini morì prima d'aver potuto constatare che le donne si uccidono tra loro. Frequentava il silenzio tra le favole morte, un nome fatto lapide nel campo dei sospiri, e se di lama trancia la rosa, non importa quanto ne resti di profumo tra le dita. C'erano già le stelle, dalla pietra fu l'ultima visione di bellezza furono mani e spinte, e voci crude il dolore avanzava in ogni anfratto. Poi spicco il mio volo. Nodi da vecchi lupi di marina inchiodano le grida sui fasciami. Me lo dici?- - Non è l'azzurro a farti male amore è quell'ombra discesa nelle occhiaie è il tuo respiro corto- Il golfo intorno è una folata fredda una scena di Napoli che dorme ti bacio gli occhi tu non la vedrai domani andrò.

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Non ci saranno braccia oltre la rete. Voglio che ti allontani perché dilaghi il mio morirmi dentro il mio vivere bruto non mi costringerai alla luce basta che osservi quanta notte ho intorno. Plié Quando le porte di un sogno aprono brecce nel presente e il tempo ripiega sui foulards dipinti a rose riversa sul damasco dei cuscini indiscreta la notte a tatto e seta. Nessun dove Ovunque spazio chiuso in ricalcare giri basterà discostarsi in solitudine e scrivere sul palmo con la biacca oppure il sottoscala tingere di pareti in segatura le cantine depositi d'addii non basteranno lenti bifocali per osservare il centro l'abbandono è una cesta che ruota. Come disse quel saggio aiutati che il cielo non t'aiuta o forse era il contrario Ma giunti a questo punto che si riveli un angelo o un demonio non fa gran differenza all'annunciare di giornate ovvie anche una rana alata può bastare. ..

E prendi allora due tempie battenti quattro zigomi pianti tot silenzi di via delle spighe un giorno rimasto in sospeso una sera per due solitudini avanzate agitare bene nell'uso. Eri venuta a dirmi della vita dalla casa dei morti avevi qualche annunciazione d'oltre per il mio cuore stanco mi chiedo adesso se sarà uno squarcio nel mio respiro a rivelarmi Dio - che forse tu conosci d'un amore materno - forse ma qui. Più importante di un uomo forse il clostridium botulinum. Io sono qui, mi accosto con prudenza perché ho paura d'essere ferita la millesima volta. Spine d'acacia e il vuoto che ti assedia. Ero anch'io una ragazza quando con allegria mi depilavi tutta con zucchero e limone e poi mi dipingevi mani e piedi ridevi mi chiamavi la piccola signora e portavi mio figlio a l'Hammam. Attraversare un fiume è poca l'ansia che ne divelte d'alghe ne raggira i meandri o vi si incaglia nei fuscelli del sogno e poi non basta la traccia di una rondine lontana al sovrastante carico di chiatta scendere lento e accorto dammi un ramo. È difficile credere che il buono sia delirio di un attimo e che gli occhi abbiano in sé ritratti di bambino quando si allunga a dismisura un'ombra a ghermirne le tracce. Lei volgeva lo sguardo in lontananza il cuore preso da una mongolfiera che la portava sempre più distante. Per favore Chiudetemi nel circolo dei matti ch'io riposi dal vivere mandando il cuore a farsi inzaccherare d'attimi di passione sappiatelo stordire ve lo consento usate anche picconi pur di farlo tacere. Alfa privativo Dall'altra parte della vita sono le donne svolte, le guardiane dei regni di Ossian arpe nel vento le signore dei canti e dei crocicchi Ecate assorta a raccattare pezzi nella casa dai mille corrimano lascia su piani a-critici il sentire all'esistenza. Glicine d'autunno Siediti qui con me sui gradini del portico, è di rosso che si riveste il muro e sul terrazzo la vite americana si è avvinghiata ai fili tesi lontano dorme il resto del paese io qui mi fermo a respirare il tempo l'uomo. Allora vado a spegnere le luci sul fondale lascio la scena a chi sa far sorridere e gioire mi appresto a ritornare al mio silenzio. Che poi se un orologio senza sfere nella circonferenza compia un giro le lenti a contatto neo cosmo cerco un amante sarà la tua illusione. Nulla da raccontare Non avevo nulla da raccontare quando a chiudere la mia le lenti a contatto neo cosmo cerco un amante giovinezza fu la viltà, non mendicai altra vita ma si fece giorno su meraviglie estreme vissi e imparai a coltivare figli e rose non avevo nulla da raccontare quando l'accanimento del dolore. Immersa in anni che galoppano al limite del tempo io reggo un'argentata fune, una treccia d'insonnia. Non li denuda il fulmine ed il fiore attorcigliato a fune di stagione è dis-piacere dis-pensato ad arte bussano senza tema di ferire e lei riavvolge trecce dalla torre. Relitti da utilizzare Scoprirsi digitati ciottoli da tastiera lettere mezze stinte ed il cestino - sei sicuro vuoi proprio eliminare?- forse cospargi sale mentre mangi e contorci tiritere di parole tenute sottaceto scoperchiando barattoli tinto di sangue l'oro nel rintocco incendia le giornate ombre. E quanto amore è a un respiro da te? Una ressa al portello e certo i figli andavano a giocare a chi annegava prima che piacere alle madri e alle nonne avrebbe fatto! Diversamente andare Si sposta appena farfalla di barlumi screziati che non lascia traccia e vive come può scampata al ferro e al grido. Tu voli in stretti giri ghermisci l'aria per avere luce il buio dentro una stanza che di un soffio si sazia e di speranza C'è forse chi conosce il mio dolore quanto di male offusca i miei pensieri: Horus che pesa l'anima, di rose sulla. Ama mostrarsi virilmente cinico ma è solo forzatura, su ogni cosa teme che lo si scambi per romantico. Ora vaga spettro di donna manto senza corpo tra gli scarti del nascere il morire per poco accordata su tasti fuori tempo si vide già risorta dalle sabbie invece fu declivio di lacrime sul muro. E per confine il mai Potrei assopirmi per varcare gesti"diani il tonfo di un saluto lanciato a picco nelle fenditure oltre lo schermo piatto mescolo il cielo al blu del calendario e mi trapassa il petto quella lama a filo un grido -. Fammi questo piacere Fammi questo piacere, il senso dimmi, che cosa rappresenta un giorno d'aria a chi non tira il fiato ed un respiro l'ha già come una svolta per il cielo dimmi che cosa è un nome o uno chassis dall'asola scucita nel suono. Teme il peggio e si ritira a monte gli vacilla perfino il desiderio - ora lo teme - più dei cinghiali inferociti a caccia si tratta di loquela in assenza di corpi segreta intemperanza di parole in mancanza d'azione e vuoi chiamarla amore? Rose a Novembre Poco distante dal passo carraio sembrava sfinito il roseto due boccioli nell'aria già fredda si sono dischiusi carezzo quell'ombra che svolta sul muro del geco, a ponente contorsioni del glicine abbracciato ai suoi svolazzi sul terrazzo le lastre sollevate dell'ardesia. La sorpresa di un volto il proprio guardato dal di dentro e nessuno a salvare. Parole senza filtro Logomachia da dipendenza effondersi nei versi espirazione libera mi stempero di cielo trattenere l'effimero è mortale voluta mente tra le nuvole quindi riprendo fiato e mi allontano.



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Oltre il giardino Avremo parole a contenere le strade e le mille e una storia della nostra pazienza avere il fiato addosso sentire il fuoco della vampa farsi tenero fiume nei passaggi segreti nascosta nella giara all'ombra sotto l'edera, la chiave d'un azzurro sogno, d'un. E tu diversamente amabile donna a prescindere ti servirai di piume e di ventagli per fartene una treccia e una mantiglia Uomo A chi lo trovasse transfert in dimensione metafisica a chi lo incontrasse e con nomi di sillabe in trucioli dicesse: ecco è davanti. Di mare Vedo staccarsi intorno a me la vita le chiglie speronate, le zattere di giunchi ingarbugliati non ci saranno dita ad aggrapparsi né tantomeno funi. Altrimenti vacillerebbe anche la mia ragione, perciò mi dico e mi ripeto a oltranza: amava la mia vita e la mia essenza non fingeva d'amare anche il mio male non avrebbe potuto farlo mai lui non poteva uccidermi di nuovo.